Dagli Antichi Stati al Regno d’Italia
La “questione napoletana” nella transizione storico-postale
Il 25 maggio 2021 si è tenuta l’importante conferenza di studi storico-postali co-organizzata in sinergia da AISP (Associazione Italiana di Storia Postale), AICPM, AIDA e UFS (Unione Filatelica Subalpina).
Lo studio analizza in chiave scientifica e documentale i complessi risvolti seguiti all’unificazione monetaria e tariffaria delle Province Napoletane, focalizzandosi in particolare sul delicato trimestre compreso tra l’ottobre e il dicembre del 1862.
Registrazione video ufficiale della conferenza (Minuto 01:03:22 – Intervento e dibattito del Dott. Pasquale Borrelli).
L’intervento delinea accuratamente i processi marcofili e le disfunzioni regolamentari nate dall’introduzione dei francobolli sardo-italiani espressi in centesimi all’interno dell’ex territorio borbonico, dove le tariffe continuavano provvisoriamente a essere calcolate sul vecchio impianto basato sul numero di fogli invece che sul peso della missiva.
- 1 L’approccio alle fonti: La necessità di validare costantemente le disposizioni dei decreti attuativi (come i decreti Farini e i bollettini postali dell’agosto 1862) attraverso l’analisi filologica degli oggetti postali empirici.
- 2 Le asimmetrie internazionali: Il confronto metodologico tra i sistemi a progressione di peso europei (quali il regime franco-borbonico e l’evoluzione della marcatura nelle Canarie spagnole) e la specificità della misurazione per fogli mantenuta nei territori al di qua del Faro.
- 3 La crisi del formato cartaceo: L’impatto e la destabilizzazione logistica subita dagli uffici di posta borbonici a seguito dell’introduzione sul mercato della carta velina di produzione inglese (“carta fina”), che permetteva l’inserimento di testi fitti su supporti leggerissimi, scardinando di fatto la contabilità amministrativa interna.
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